Ci sei ovunque
Sei ovunque, dovunque una volta
ti abbia potuto sapere, vedere, amare:
strada, cima, foresta con te mi salutano
paese e città, giorno e notte
ti evocano sempre montagna d'autunno e neve dell'inverno
riva, e fischio di treni, e tremano lì in ogni cosa
venticinque ardenti primavere e estati
del primo desiderio e di una follia che ancora dura.
Sei ovunque: come pioggia di fiori
ricopri la mia vita, piacere fresco
florida giovinezza e gioia mia:
tutto dappertutto con te mi tempesta,
ma scaturisce sempre quel grido silenzioso:
tanti Dovunque son ovunque in Nessun luogo!
"La belluria è la rovina della letteratura."
Roberto Calasso
Una barzelletta surreale
Dei cacciatori neri organizzano una partita di caccia con battitori bianchi. La sera, dopo aver allestito la tenda per i neri e dopo aver servito loro un'ottima cena, i bianchi si ritirano sotto un albero per mangiare un boccone e poi intonano Quel mazzolin di fiori che vien dalla montagna. Sentendoli cantare un cacciatore nero dice: "Però, questi bianchi, il ritmo ce l'hanno proprio nel sangue!"
Pur reputandosi troppo evoluti per credere al destino, restava paradossale ai loro occhi il fatto che un incontro di quella portata potesse essersi verificato per caso, determinato da centinaia di contingenze e scelte insignificanti.
Ian McEwan, Chesil Beach - p.33
Beh, si sapeva già. E da un bel pezzo. Viviamo in una provincia europea più di destra che di sinistra, più clericale che laica, più padronale che socialista, più provinciale che cosmpolita, più chiusa che aperta. Non fosse così, la nostra vita pubblica non sarebbe stata dominata per un ventennio (più il resto) dall'arcitaliano Silvio Berlusconi. E non vedrebbe un partito xenofobo tornare in trionfo al potere.
I cittadini di sinistra sono - da sempre - una minoranza di massa. Dovremmo averci fatto il callo, a questa lunga vita di minoranza, raramente interrotta da brevissime stagioni di governo (neache dieci anni su sessanta di vita repubblicana: e il dato dice tutto). Invece ci rimaniamo male ogni volta, come se ci apparisse inaudito il fatto che no, questo Paese non ci assomiglia, se non in quella piccola e anomala Scandinavia ghibellina che è il Centritalia, quattro regioni in tutto. Bisognerebbe smetterla di offenderci, l'Italia è questa. Possiamo scegliere di viverci male, sprezzanti e amareggiati. Presuntuosi e acidi. O provare tenere duro, sentirci cittadini, lavorare, discutere, parlare agli altri, non mollare. Chi di noi ha figli, conosce bene l'impulso di avere speranza per loro, anche quando non se ne ha più troppa per sè.
15 aprile 2008
"L'Italia è una repubblica preterintenzionale."
Ilvo Diamanti, 13 aprile 2008, Lezione di Storia (1992, Mani Pulite), Auditorium, Roma
I silenziosi strumenti d'amore,
occhi davanti a occhi sollevati,
esattamente e in pace dedicati
a vedersi, guardarsi ore e ore,
e poi le mani leggere e accese
che se ne vanno non timidamente
in processioni luminose e lente
per piani per salite per discese,
e le bocche ornate di schiusura
che vivono di baci illimitati
mischiandosi nell'umido favore,
i sessi che si uniscono a misura,
con occhi mani e bocche diventati
i silenziosi strumenti d'amore.
PONTE
Il mondo è tutto ponti. Anche il cielo
è un grande splendore visto di sotto,
armatura azzurra d'acciaio, e sopra,
le nubi vanno ad altri sistemi solari.
E sotto i fiumi son ponti i pesci;
le scaglie, volontà che stringe.
Sopra il corpo, l'arco del senno
si stende come strada sui prati.
E, pilastro più duro del sasso,
con solido muro il dubbio, quale
carceriere, imprigionato da me.
Ed anche tu sei ponte che mi servi.
Io sono due rive opposte e come l'acqua
il tuo sguardo traccia intorno a me i suoi anelli.
Trad. di Paolo Santarcangeli, 1962
BENDA Balázs
Intervista di Paolo Rumiz a Miklos Hubay - Repubblica, 1 aprile 2008
HUBAY LA VOCE D'UNGHERIA
"Ai giovani che dice?
Che non seguano chi ordina loro di lavorare come formiche. Vorrei che gettassero un'occhiata oltre il muro, che re-imparassero il gusto della lingua, le poesie mandate a memoria. Basta, basta con la tirannia del fare."
Thanks for the last and greatest betrayal of the last and greatest of human dreams. Thanks for the American dream to vulgarize and falsify until the bare lies shine through.
William S. Burroughs