La percezione di un sé alle prese con emozioni troppo intense, che irrompono e urlano, ma che nessuno sa ascoltare o può comprendere è il filo che lega questi racconti dal delicato equilibrio. Un’ adolescenza che diventa luogo e tempo di profonda solitudine, una solitudine rabbiosa o sofferta - impotente attesa delle cose, degli avvenimenti, dell’incontro con qualcuno troppo chiuso in sé o già troppo lontano, che si limita a sfiorarti.
Diventa uno sguardo attento all’esterno - a quel mondo adulto fatto di presenze-ombra, di persone amate ma inafferrabili, che scivolano sulla parete dei giorni, a quel mondo adulto che incuriosisce e attrae, ma allo stesso tempo spaventa- e all’interno di sé –un sé inespresso, un sé ostile, un sé isolato.
E tutto appare ugualmente minaccioso e misterioso: l’intensità del dolore, l’urgenza del desiderio, le emozioni incontrollabili o inconfessabili, il timore della vita diventano un fardello spesso così pesante, da curvare le spalle e ripiegare l’anima.
Belli –soprattutto il primo e più articolato- questi racconti di Nádas, autore ungherese fino ad ora non tradotto in Italia e definito dalla Sontag “uno dei maggiori scrittori al mondo”.
Ambientati in una Budapest dei primi anni Cinquanta, dove sono presenti diverse e contrastanti realtà sociali e in una Budapest più recente e ovattata, danno voce –una voce sommessa, intima e sofferta- al senso di doloroso estraniamento che pervade non solo un’età, ma spesso anche la vita di ogni individuo.
Scrittura ricca, piena, capace di grande immediatezza. Una scrittura che parla, vibrando.
"Occhio di velluto" su aNobii, 8 settembre 2009
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Péter Nádas
La Bibbia
Rizzoli, 2009
ISBN: 17035729
“Nádas è uno dei maggiori scrittori al mondo.”
— Susan Sontag
“Nessuno scrittore europeo ha affrontato le responsabilità e i rovelli morali della memoria pubblica e privata con incisività pari a quella di Péter Nádas.”
— Michael Kimmelman The New York Times
Budapest, primi anni Cinquanta. Una villa in collina, con le sue stanze grandi e un austero giardino d’inverno, è il regno ovattato in cui il piccolo Gyuri, figlio di alti funzionari di partito, trascorre giornate apatiche, con la sola compagnia dei nonni. L’ingresso di due ragazze nella routine familiare sconvolge bruscamente la falsa quiete della casa, portando a galla pulsioni, ipocrisie e crudeltà con cui il giovane non si è ancora misurato.
La Bibbia è l’intenso racconto di formazione che apre una raccolta incentrata su temi cari a Péter Nádas: l’adolescenza, il desiderio e il ricordo. Al centro di tre racconti stilisticamente perfetti, altrettanti adolescenti lottano con un senso di misteriosa estraneità che li trattiene sulla soglia del mondo dei grandi, divisi tra repulsa e attrazione. La narrazione magistrale e potente di Nádas smaschera senza appello una società e un’intera epoca storica.
Péter Nádas è uno dei maggiori scrittori ungheresi. Membro della prestigiosa Accademia delle Arti di Berlino, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra i quali il premio Kafka nel 2003. È considerato uno dei più probabili futuri candidati al premio Nobel per la Letteratura. Questo è il suo primo libro tradotto in italiano.