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Io mi son un che guarda da millant'anni
ciò che all'istante vede.
Un attimo, e lì è la totalità del tempo
che centomila avi guardano unitamente a me.
Vedo ciò che non hanno veduto perchè zappavano
uccidevano abbracciavano, facevano il dovuto.
E immersi nella materia loro vedono
(devo confessarlo) ciò che io non vedo.
Sapevano l'uno dell'altro cose come gioia e tristezza;
a me il passato, a loro il presente.
Scriviamo versi - loro che tengono la mia matita
e io li sento, me ne ricordo.
Attila József 
(poeta ungherese, 1905-1937)
Il dolore
Il dolore è un grigio taciturno postino,
col viso scarno e gli occhi celesti,
lisa la giacca scura e la borsa
che gli pende dalle gracili spalle.
Nel petto gli batte un orologio malandato.
Sbuca timido per le strade,
cammina lungo i muri delle case,
scompare in qualche porta.
Poi bussa: ecco una lettera.