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Blog dedicato all'attrice ungherese Edit Domján (1932-1972)

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giovedì, 28 giugno 2007

TUTTO CIO’ CHE BISOGNA SAPERE DEL RICORDO

 

Orsolya Karafiàth

 

1.

Il giardino non si accorge del disgelo –

cocciuto conserva ancora il suo biancore.

L’inverno è finito, non è nemmeno primavera.

Arbitrario entra il giardino in un tempo nuovo, suo.

 

Perché così so, mi attrae inconsapevole,

che io lasci tutto ciò che è mio alla sorte.

Ebbene è solo una piccola, innocua cattiveria.

La accompagno muta e perdonata.

 

E capisco cosa nasconde la neve stordita,

cosa attrae la terra che ora copre.

In piedi sto dentro, al caldo sottratto.

Nel mio nuovo tempo, spensierata.

 

2.

E questa spensieratezza pervade tutto.

Perché nulla fa effetto in essa.

Dove si dirige se non ha nemmeno scopo.

Cosa noterebbe se proprio ora vedesse.

 

Sarei soltanto una donna, alta uno e settanta,

che ama la birra Heineken.

Che all’improvviso ha perso dieci chili,

e le mancano tre anni per far trenta.

 

Ha lavoro e ha già avuto due amori,

ha pellegrinato quattro giorni per giungere a Roma.

Non è cosa da poco – c’è chi la invidia.

Ed ora ripassa esattamente ciò che è stato.

 

3.

E il giardino? Inconsapevole muta.

Sugli alberi risplende un nuovo Sole innamorato.

Non ha ombra – puro brivido.

E comprendo anche questo. Lo guardo, taccio.

 

Non vi è tragedia in questo silenzio.

Vi è il sabato, il pranzo sul fuoco.

Cuoce la pasta, ancora una ricetta di mia madre.

Pozzanghera nell’acqua, cielo di febbraio.

 

E fuori sotto la neve vecchie orme.

Riprende vigore ciò che ho quasi raggiunto.

Accade, accadde- - - - - - -

Va bene. Insomma, ho da raccontare.

postato da: EditDomjan alle ore 20:17 | link | commenti
categorie: orsolya karafiàth